Elenco news

Alzo gli occhi verso il cielo

Per la pace tra Israele e Palestina

Generale
Alzo gli occhi verso il cielo

Alzo gli occhi verso il cielo

 

“Sentinella, a che punto è la notte” (Is 21,11): questo il titolo dell’incontro di preghiera a carattere ecumenico che si è svolto in Chiesa Matrice lunedì 24 maggio. La data non è stata scelta a caso: era il giorno dopo Pentecoste e, invocando il Soffio rigenerante dello Spirito, cattolici, valdesi, movimenti e associazioni cristiane presenti a Corato si sono dati appuntamento congiunto interpellati dalla realtà drammatica in Medio Oriente e dalla fedeltà al Vangelo.

Papa Francesco, voce profetica di questi tempi di smarrimento, aveva lanciato l’appello a pregare intensamente per la pace in Terra Santa, ancora una volta protagonista di scontri sanguinosi tra Israele e Gaza.

Ma quest’ennesimo conflitto, il sangue innocenti dei tanti bambini caduti in 11 giorni, vittime di una lotta tra due parti che sostengono entrambe di avere ragione, ha prodotto da noi in Italia un “silenzio assordante”, come se fossimo assuefatti a scontri e morti.

E poi, 73 anni di guerra sono una ferita aperta e mai curata. Che fare?

Proprio ripensando alle letture evangeliche tra Ascensione e Pentecoste, con Gesù che nel Cenacolo dona se stesso, insieme al suo unico comandamento (“Amatevi l’un l’altro come io vi ho amato, Gv 15,12), riconoscendo che noi cristiani abbiamo spesso fatto l’opposto, è scattato in cuore qualcosa.

Gerusalemme era definita dal cardinal Martini, che vi aveva vissuto a lungo, “la capitale della cittadinanza universale”. Quando ci sarà pace a Gerusalemme, diceva, ci sarà pace nel mondo.

Un sogno? Ma in alternativa c’è solo terrore, distruzione, sangue innocente versato, odio, opposto a crescenti fanatismi.

Quello di lunedì è stato per noi partecipanti, anziani e giovani, un piccolo sogno di pacifismo attivo, che intendiamo continuare, anche in altro modo.

Intano abbiamo pregato insieme, in comunione di fede e di intenti, e anche questo è un segno importante che ha il suo valore concreto e simbolico.

Ringraziamo il Signore che ce lo ha ispirato. Abbiamo pregato per tutti quei fratelli lontani, perché la tregua regga e per i piccoli, perché crescano senza essere troppo condizionati dal carico di odio e rivalsa che finora ha trionfato laggiù.

 

INNO A GERUSALEMME

 

Città dalle mura senza tempo

sia cancellato…

il tempo del pianto e del lutto,

il tempo della vergogna

e della sconfitta…

Monte di Sion, che proteggi…

i tuoi figli…

apri il tuo cuore a ogni sangue

Misteriosa città di Dio

le lacrime di tutti i figli e le figlie

dell’uomo lavino i tuoi sentieri…

Gerusalemme, città del gran Re,

scendi dall’alto

accogli i tuoi figli che giungono

da tutta la terra

per lodare Te

per essere Regno dei cieli per sempre

(elaborazione di Carlo Maria Martini)